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Libro Cartier Bresson a colori?

#1820176
Franco
Partecipante

Una delle poche cose che unisce due autori molto differenti come Ansel Adams e Bresson, è la tecnica del Bianco e nero, in entrambi i casi fù una scelta artistica e tecnica, ma non mancarono le sperimentazioni con il colore che però finì sempre per deludere profondamente i due grandi maestri.

Di Bresson in particolare, gli unici colori che vale la pena vedere sono i suoi dipinti e acquerelli dove metteva tutti i colori che aveva rinnegato nella fotografia, non conosco nessun testo che riporta tutte le sue foto a colori, almeno quelle conosciute, perché al di fuori delle testimonianze pervenute dalle riviste con la quale ha collaborato, in particolare Life, distrusse tutti i negativi a colori. Possiamo trovare alcune foto a colori, non molto significative in “Vive la France”, il libro che racchiude tutte le foto fatte alla fine degli anni ’60 dopo aver girato in lungo e in largo il suo paese d’origine.

Ne “lo zen e la fotografia” di Jean-Pierre Montier c’è una citazione di HCB sul colore :

[i]“Ho fotografato a colori la cina e la senna per “Paris Match”, “Life” e “Stern”, e la Francia per l’editore Robert Laffont. Era per necessità professionale…….
la mia unica buona foto a colori è apparsa sulla copertina di “Camera” all’epoca della mia mostra al Pavillon de Marsan nel 1954, ma non aveva alcun senso, era una caduta nell’estetismo.
Solo l’ingegner Kudelski mi ha fornito un punto di vista interessante spiegandomi che il colore consente una più rapida identificazione di un documento. Ma questa è un’altra questione. L’emozione io la trovo nel bianco e nero che è uin’astrazione, un’anomalia e traspone la realtà. La realtà è un diluvio caotico e, in questa realtà, si deve effettuare una scelta che metta insieme in modo equilibrato il fondo e la forma; figuriamoci se in più bisogna preoccuparsi del colore! e poi, colori naturali è un’espressione priva di senso. Visione castrata: la fotografia a colori incanta soltanto i mercanti e le riviste illustrate.”[/i]

in “post scriptum a l’istant décisif” di HCB del 1985 troviamo :

“il colore è un importante strumento d’informazione, molto limitato però sul piano della riproduzione, che resta chimica e non trascendentale, come nella pittura. A differenza del nero che ci dà la gamma più complessa, il colore offre una gamma affatto frammentaria”

Benvenuto nella nuova sezione bibliografica.

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