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Rispondi : Commentiamo la POLW ” Sala d’attesa” di Falcotto56

#1762007
Franco
Partecipante

Il viso rilassato dell’uomo e la posizione distesa sembrano voler fermare il tempo in uno spazio indefinito, ben lontano dal brulicare frenetico di una stazione. Una composizione allineata sul settore centrale che corre come due treni su binari paralleli, che tende a forzare (ritornerò su questo punto, la forzatura) l’osservazione delle persone disposte su due piani, quello frontale con l’uomo che riposa sulle sedie, in contrapposizione con il secondo piano dove le persone di spalle svolgono una funzione attiva, come leggere gli orari delle partenze e prenotare i biglietti allo sportello, e poi un orologio che ferma la scena alle 10,30 di mattina, un’otturatore che suggella l’attimo e lo relega alla storia, la storia effimera di tutti noi, dei gesti abituali, come riposare, muoversi, partire e poi tornare, e rende giustizia alle persone comuni, quelle che tutti i giorni si avvicendano nelle attività quotidiane che non fanno clamore, ma rappresentano la nostra storia e passeranno il traguardo del tempo, raffigurato e descritto nei tratti, nelle mode, nelle abitudini e nei “tic” dell’attuale società. La forzatura è dovuta dall’angolo di ripresa troppo alto che taglia le mani della persona a favore della parte superiore dove i particolari della stazione, il soffitto, il condizionatore e le scritte, appaiono in prima istanza, inutili, in realtà svolgono un compito rilevante dando all’inquadratura alle spalle dell’uomo un peso determinante nella composizione. Una forzatura che contestualizza il ritratto dell’uomo in primo piano, che rimane comunque il soggetto principale, per via della ripresa frontale e la messa a fuoco su di lui, giustificando l’essenza propria di questo ritratto, atipico poiché privo dell’elemento fondamentale di ogni ritratto, gli occhi, che si possono immaginare nei sogni e nei pensieri liberi da ogni impegno, programmazione, incombenza e fardello che la vita impone a tutti noi. Questo fattore, l’equilibrio generato togliendo forza alla presenza di un soggetto preponderante come la persona che dorme, aiuta a bilanciare e al tempo stesso a valorizzare i contenuti dell’immagine, intesi come valori, questo grazie anche al contributo del leggero sfocato del secondo piano, che permette una lettura della scena, pur mantenendo la sensazione di piani differenti, associati e al tempo stesso, lontani. Un ritratto decisamente originale …..

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