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Rispondi : Reportage – L’altra India

#1762222
Claudio
Partecipante

Anch’io sono d’accordo con lovis1, sicuramente lo sono in termini generali (e d’altra parte nel suo intervento ritorna due volte la locuzione “in alcuni casi”). La postproduzione è un mezzo come altri; e come altri mezzi, a volte, può migliorare la foto. C’è poi da dire che la postproduzione non è che o c’è o non c’è: ci sono un sacco di interventi diversi (ma tutti per praticità definiti “postproduzione”) che si possono fare. Può essere opportuno e sicuramente è legittimo criticare una foto, ad esempio, per una vignettatura posticcia. Ma non per questo mi pare ragionevole procedere per induzione e dire che di norma tutte le foto cui venga aggiunta una vignettatura siano sbagliate. O meglio: si può anche farlo ma trovo sia un modo conservatore (nel senso deteriore del termine) di intendere tecnica sensibilità e tecnologia fotografiche, che invece sono, per loro natura, in continua evoluzione. Vero che a parlare di contenuto e forma sarebbe lungo e si andrebbe fuori tema, ma, proprio per non discostarmi dal tema, quello che ho apprezzato del lavoro di mabriola è, in accordo coi suoi propositi, l’aver trovato nel reportage un “contenuto che [mabriola ha rivestito] con il linguaggio che [aveva scelto] per rappresentarlo”; e questo coerentemente. Voglio dire che l’uso della postproduzione non è che sia eccessivo in una foto o colpevolmente assente in un’altra, ma crea uno standard stilistico riconoscibile, che è il marchio autoriale del reportage. Insomma: complimenti!

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