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In mezzo alla salvia

  • Questo topic ha 14 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni, 7 mesi fa da Anonimo.
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  • Autore
    Post
  • #1806942
    lovis1
    Partecipante

    Scatto di gioventù, è una scansione da pellicola, ciao.

    10bis.jpg

    #1806946
    valeriobry
    Partecipante

    Ottimo scatto ed ottima scansione! P.S. – Che scanner hai usato?

    #1806947
    lovis1
    Partecipante

    Ciao Valerio, è un Minolta Dimage 5400II.

    #1806950
    valeriobry
    Partecipante

    Ah, beh! Mi pareva: scanner dedicato per pellicola, di solida tradizione Minolta. (o)

    #1806961
    Anonimo
    Ospite

    Qui, al di là dello scanner c’è una gestione della luce esemplare, tutt’altro che semplice considerata la natura analogica dello scatto. Bei neri pieni e bianchi brillanti, ottenere una gamma dinamica del genere vuol dire saper davvero esporre, e lavorare con metodo sicuro ben consci di quel che si fa durante lo scatto e successivamente nello sviluppo. Sempre che ovviamente non ci sia postproduzione digitale e lo scatto si presenti così da scansione, in caso contrario resta una bella foto ma l’apprezzamento tecnico specifico va a farsi benedire.
    Complimenti sinceri

    #1806964
    lovis1
    Partecipante

    [quote=”78gibo” post=635175] ….Sempre che ovviamente non ci sia postproduzione digitale e lo scatto si presenti così da scansione, [/quote]

    La post produzione è quella che si farebbe sotto un ingranditore, schermando , bruciando e scegliendo la carta con il contrasto desiderato….grazie mille per l’apprezzamento. Sicuramente vi è una perdita di qualità dovuta alla compressione ed alla scansione tenendo conto che quello che uso io è comunque uno scanner di fascia media, ciao.

    PS: OM4, usata in manuale con Metz 20, 90 macro Tamron (seconda serie per l’epoca).

    #1806970
    Luppolo
    Partecipante

    scherma e brucia… sto familiarizzando con questi strumenti di post-produzione digitale… e mi piacciono molto

    complimenti per lo scatto!

    #1806971
    valeriobry
    Partecipante

    Tutto quello che la scansione mostra era già presente nello scatto (anzi, molto di più). I complimenti vanno quindi per primo al fotografo, solo successivamente alla filiera.

    #1806977
    singenta
    Partecipante

    Ciao Giulio, gran bel colpo!
    Forse sarebbe stato più opportuno una maggiore profondità di campo e una foto del genere si apprezzerebbe di più a colori, ma come è stato già detto la natura analogica dello scatto, con le sue difficoltà, compensa ampiamente le mie osservazioni.
    A presto

    #1806978
    lovis1
    Partecipante

    [quote=”Lippolo” post=635184]scherma e brucia… sto familiarizzando con questi strumenti di post-produzione digitale… e mi piacciono molto

    complimenti per lo scatto![/quote]

    Come nell’analogico anche nel digitale sono gli strumenti con cui fai almeno l’80% del lavoro, ciao.

    #1806979
    lovis1
    Partecipante

    [quote=”singenta” post=635189]Ciao Giulio, gran bel colpo!
    Forse sarebbe stato più opportuno una maggiore profondità di campo e una foto del genere si apprezzerebbe di più a colori, ma come è stato già detto la natura analogica dello scatto, con le sue difficoltà, compensa ampiamente le mie osservazioni.
    A presto[/quote]

    Ti ringrazio, a posteriori mi trovi d’accordo, a presto.

    #1806980
    Luppolo
    Partecipante

    [quote=”lovis1″ post=635190]
    Come nell’analogico anche nel digitale sono gli strumenti con cui fai almeno l’80% del lavoro, ciao.[/quote]

    non posso che darti ragione!
    ne parlavo qualche tempo fa con Gibo…
    ora non potrei più farne a meno

    #1806986
    Anonimo
    Ospite

    Devo fare alcune precisazioni sul mio post, dovendo essere stringato ho commesso un errore sintattico parlando di “postproduzione” usando il termine in maniera impropria, cerco di metterci una pezza ma dovrò dilungarmi 🙂
    Partendo dal presupposto che considero questo uno scatto di alto livello, realizzazione tecnica ed estetica ineccepibile, mi ero già espresso sull’ottima esposizione e gestione della luce, e ripetendomi, non posso che riconfermare quanto precedentemente espresso. Quindi sul discorso scherma e brucia non posso che essere daccordo, sono strumenti fotografici ampiamente utilizzati. Ha ragione anche Valerio a dire che quello che c’è sulla pellicola non te lo puoi mica inventare, è lì, o c’è o non c’è, ma torniamo alla perfetta esposizione di cui già prima……
    Quello che mi permettevo di opporre è l’uso di certi mezzi nel togliere, non l’aggiungere,essendo la fotografia un esercizio del togliere, e se questo togliere fosse di natura digitale, non nel senso di brucia/scherma(come già analizzati strumenti del tutto fotografici) quanto, piuttosto, clonazioni, sostituzioni di sfondi, ricostruzioni digitali varie, maschere di contrasto, eliminazione di elementi di disturbo vari, quindi non “postproduzione” bensì “grafica applicata” atta a rendere la fotografia più fascinosa, azione quest’ultima di cui non m’interessa discutere su presunte leggitimità o illegittimità per quanto personalmente abbia un’opinione in merito che però esula dal contesto dello scatto, azione questa che non toglierebbe nulla alla fotografia, tolgierebbe solo alla bravura del fotografo nello specifico caso riconoscendo però la bravura del grafico, e che avrebbe raggiunto un così splendido risultato in un modo semplicemente meno fotografico e maggiormente grafico, da cui il mio giudizio più fotografico e meno grafico sarebbe più severo dal lato tecnico. Spero di essermi riuscito a spiegare, complimenti ancora e grazie anche per le delucidazioni tecniche.

    #1807001
    singenta
    Partecipante

    Ciao Simone, credo di aver capito almeno marginalmente il tuo punto di vista riguardo la post-produzione per cui ti chiedo:
    partendo dal punto finale, cioè la foto come si presenta, considerando che solo sporadicamente si conosce il retro dello scatto, non credi sarebbe opportuno valutare l’immagine per come la vediamo prescindendo dal metodo?
    È chiaro che conoscere la storia dello scatto possa influenzare l’opinione, io per primo l’ho fatto in questa occasione, infatti per quanto mi riguarda tendo a non leggere mai i dati exif (se digitale chiaramente) ne tantomeno a chiederli

    #1807055
    Anonimo
    Ospite

    Ciao Singenta, provo a dar risposto stando nei ranghi, cioè senza dilungarmi ulteriormente che poi viene a noia..
    Se consideriamo l’immagine per quello che è, e cioè appunto un immagine, il metodo può anche passare in secondo piano, al limite, come ho fatto io esemplificando precedentemente, il metodo può far propendere il mio giudizio sul fotografo da una parte piuttosto che da un’altra, senza condizionare il giudizio sull’immagine in sè.
    Se però consideriamo il contesto proprio dell’immagine e il suo scopo, il metodo diventa parte integrante del valore dell’opera. Se pensiamo a uno scatto macro ad esempio, che abbia l’ambire di documento naturalistico, la ricostruzione digitale di una parte causa clonazione di elementi di disturbo(sempre per fare un esempio, non mi riferisco assolutamente a questo scatto) potrebbe essere fuori luogo visto che quanto rappresentato non è più la scena che il fotografo in quel dato momento aveva davanti, modificando la percezione dell’abilità del fotografo stesso che, in quel caso, ha “dovuto metterci una pezza” utilizzando strumenti posteri atti a stravolgerne il contenuto e/o a correggere errori in fase di ripresa. Oppure lo strumento fluidifica, che altera le forme di un determinato soggetto, fa perdere allo scatto il suo scopo documentale, visto che quanto poi rappresentato non corrisponde alla forme originali del soggetto lo scatto non mi racconta più del soggetto, ma della visione personale del fotografo del soggetto.
    Se pensiamo a uno scatto di reportage di guerra, che abbia sempre l’ambire a diventare testimonianza, documento, e quindi raccontare una storia, un ambiente, un fenomeno sociale, l’eliminazione di determinati elementi della scena eseguito attraverso scorciatoie “postume” falsandone il contenuto ridurrebbe di gran lunga il valore della realizzazione tecnica, e quindi del fotografo..io ad esempio la considererei una grande bugia consumata sulla pelle degli osservatori…tanto che se tentiamo di far pubblicare un determinato scatto per determinati fini(esempio scatto macro da pubblicare su una rivista del settore) la rivista generalmente chiede il raw, e penalizza fortemente gli elaborati in tal senso. Idem per i quotidiani. Un bravissimo fotografo di guerra, Fabio Bucciarelli(La Stampa, Il Fatto Quotidiano), con il quale sono in contatto sporadicamente(potere del web), può confermare in tal senso. Recentemente ho partecipato a un concorso fotografico, il primo premio consisteva nella pubblicazione del proprio lavoro su rivista cartacea. Il raw era obbligatorio e le modifiche postume non consentite, essendo una rivista che si occupa principalmente di street photography, genere il cui linguaggio non ammette timbro clone, ad esempio. Se ci si misura sul saper cogliere l’attimo, ad esempio, l’abilità nel comporre al volo diventa fattore determinante l’abilità del fotografo, sarebbe troppo facile scattare una foto piena di elementi di disturbo e successivamente far fuori tutto ciò che non ci piace. Io ho partecipato con una serie di scatti su pellicola, hanno voluto le scansioni ma anche i negativi.
    Se penso a uno scatto pubblicitario infine, che abbia quindi lo scopo di pubblicizzare un determinato prodotto, il contesto cambia, e non avendo l’ambire a documento non è importante come si è operato ai fini del risultato, conta il risultato e l’agenzia che commissiona il lavoro non ha interesse che a realizzarlo sia un fotografo, un grafico, un pittore o un scultore, quel che conta è che raggiunga il suo scopo finale, cioè pubblicizzare adeguatamente un determinato prodotto.
    Questa non è una condanna o una critica a un certo modo di operare, piuttosto un’analisi su quello che in fotografia viene considerato consono o meno, ma sempre partendo dal contesto/scopo. Parlarne relativamente a un’immagine che di scopi non ne ha se non quello di compiacere un determinato pubblico oltre l’autore non ha senso, lascia il tempo che trova.
    Purtroppo l’argomento è molto più vasto di così e richiederebbe approfondimenti specifici per i quali servirebbero diverse pagine, ma dovendo necessariamente sintetizzare non riesco a andare molto più a fondo di così, spero però che i due esempi riescano a chiarire il mio punto di vista. Ciao

    EDIT: chiedo scusa a Lovis per l’OT, spero di non aver inquinato troppo il tuo 3d

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