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Riflettendo sulle Immagini in occasione di un triste evento

  • Questo topic ha 5 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 15 anni fa da TyDany.
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  • #1318078
    Lumiangel
    Partecipante

    Non so se sia già stato fatto, e se si possa fare, ma vorrei lasciarvi una riflessione scritta che ho fatto in occasione di un evento naturale quanto triste, la dipartita di una persona cara. Mi succede spesso di avere una specie di inquietudine e di poterla calmare solo scrivendo. ho scritto anche questa volta, e mi sono sorpresa nel vedere che ne è uscita alla fien una riflessione che potrebbe interessare anche il mondo della fotografia eccola ci sono delle immagini che non riesci a toglierti dalla testa. dei profumi, degli odori, dei suoni, ma soprattutto delle immagini. per immagine intendo l’insieme delle sensazioni provate in un tale momento, la somma di quello che si potrebbe chiamare istantanea di vita, che a differenza di una fotografia, racchiude in se una quantità tale di emozioni da poter essere comprese appieno solo da chi, insieme a noi, ha vissuto quell’istante. Ma solo noi sappiamo effettivamente cosa rappresenta quella istantanea, cosa ci dice, cosa ci racconta, cosa ci ricorda. Quando mi aggiro con la mia macchina fotografica in mano, inquadro, scatto e ho catturato per sempre qualcosa, l’impronta visiva di un istante di tempo che non tornerà, per cui unico e impossibile da ripetere. Quello che vedo sul monitor, o stampata su un foglio, non è quel momento, è una minima parte del momento vissuto. Se chiudo gli occhi, posso riviverlo in un modo solo mio, interiore, che nessuno può arrivare a comprendere. in una foto tutti vedono lo sguardo triste di una persona, o il sorriso, o l’erpressione buffa, ma solo io, soltanto io so rivivere quel momento. L’odore di rose, misto a quello di un fiore che normalemnte non ha profumo ma, in questo caso, disturba la fragranza dei boccioli più odorosi, e insieme al mescolarsi di odore di lacrime e di tristezza, è la prima cosa che mi viene in mente se ripenso a quell’istantanea, che nella mia mente ho scattato più e più volte, una raffica di foto mentali che non si toglie dai miei occhi velati di tristezza, anch’ essa riluttante ad abbandonarmi. Il fazzoletto bianco, tenuto da una mano che ha accarezzato il viso della persona che ora giace inerme sotto un vetro per cinquanta anni, sfiora con delicatezza la trasparenza della liscia superficie che li divide, e lentamente, tremante, si avvicina alle labbra di chi ha baciato, di chi ha amato, e bacia e ama di nuovo, il fazzoletto, come un simulacro dell’amore eterno che non c’è più. Sono finite le lacrime, resta un vuoto tale che non si può colmare se non con un silenzio altrettanto enorme, sconfinato.

    #1318088
    gloster1974
    Partecipante

    Sono paroe molto tristi e cariche di sentimento , sono pienamente d’accordo con la tua riflessione , la fotografia per non dimenticare , la fotografia immagine di vita [lo]

    #1318125
    canonino
    Partecipante

    è quasi il mio stesso modo di “esistere”, per immagini (e non parlo di quelle fotografiche)! è incredibile quel film che parte nel mio cervello con la chimica di un odore o di un suono. più che un film, la chiamerei una sequenza di scatti, tipo proiezione dia, che riesci a vedere anche ad occhi aperti, ne ascolti i suoni che ti richiamano altri odori e sensazioni. e tutto parte da un “immagine”, una istantanea, mix di percezioni e sentimenti. capace di cambiare momentaneamente la rotta della tua “esistenza”, capace di ricordarti quel che sei stato, dove sei stato e chi c’era, indissolubilmente con te… la mia personale paura è che il tempo possa affievolire immagini che si allontanano inesorabilmente con l’avvicendarsi di altre istantanee, che rivendicano la loro importanza, la loro appartenenza alla tua esistenza; credo che allora un ricordo su carta possa, solo allora, surrogarsi (o meglio) integrarsi, con la chimica delle sinapsi ed impedire che tutto si dissolva come fumo nel vento. il dramma di un terremoto è sì la perdita della casa, e di altre certezze, ma anche per l’azzeramento di quelle carte che possono aiutare a tenere impresse nella mostra memoria le diapositive fatte di odori suoni … sono discorsi che sembrano tristi, ma in realtà ti lasciano dentro una sensazione che, non so ben spiegare, sembra quasi estatica, dolce… non so! francesco P.S. sarà per questo che non ho una telecamerina anche se professionalmente sono molto vicino a quell’ambiente

    #1318337
    Franco
    Partecipante

    Condoglianze e complimenti per gli scritti, in questi casi sorgono spontanei, e la necessità di metterli su carta e simile alla necessità di fotografare, in tutti due i casi vi è il tentativo di fermare un’esperienza che ci ha colpiti….. [lo]

    #1318338
    enrix
    Partecipante

    I tuoi scritti mettono in luce un limite cumunicativo della fotografia. Per quanto un’immagine fotografica “personale” possa essere espressiva e ben concepita, non potrà mai evocare allo spettatore le stesse sensazioni che ha vissuto l’autore…

    …quello che vedo sul monitor, o stampata su un foglio, non è quel momento, è una minima parte del momento vissuto. Se chiudo gli occhi, posso riviverlo in un modo solo mio, interiore, che nessuno può arrivare a comprendere…

    Comprendo in pieno il tuo stato d’animo, che hai dovuto esternare con le parole per renderlo comprensibile a noi “esterni”, sensazioni che una fotografia non avrebbe mai potuto raccontare. E’ questa la soglia che divide la poesia e la letteratura in cui quasi tutto può essere descritto, dalla fotografia, che può immortalare e raccontare solo alcuni aspetti di ciò che si vuole cogliere. Da qui si evince però, che scrivere con la luce è un’arte molto difficile rispetto alle altre.

    Il fazzoletto bianco, tenuto da una mano che ha accarezzato il viso della persona che ora giace inerme sotto un vetro per cinquanta anni, sfiora con delicatezza la trasparenza della liscia superficie che li divide, e lentamente, tremante, si avvicina alle labbra di chi ha baciato, di chi ha amato, e bacia e ama di nuovo, il fazzoletto, come un simulacro dell’amore eterno che non c’è più. Sono finite le lacrime, resta un vuoto tale che non si può colmare se non con un silenzio altrettanto enorme, sconfinato.

    …questa è poesia, anche se triste e dolorosa. Bellissime parole…mi dispiace…comunque complimenti!

    #1318429
    TyDany
    Partecipante

    Sono pienamente daccordo, la fotografia ruba solo una piccola parte dell’istante vissuto ma rimane un tassello importante per poterlo ricordare. Al giorno d’oggi siamo sempre di corsa e abbiamo poco tempo, anche per i ricordi, ma quando sentiamo certe canzoni legate ad alcuni momenti della vita, o rivediamo fotografie riviviamo i momenti passati… momenti che, come dici tu, solo noi possiamo rivivere in quel modo… penso comunque che non sia un limite ma una caratteristica di qualsiasi mezzo di comunicazione, anche la musica, i film, i libri… ad ognuno regalano sensazioni ed emozioni diverse in base anche alle esperienze fatte nella propria vita. Ricordo una discussione del genere su Armageddon, un film che molti bollano come un semplice film di fantascenza, diente di chè… vero… però a me ha sempre emozionato, forse per il fatto che lei perde il padre, io l’ho perso qualche anno fa, forse perchè la canzone degli Aerosmith è legata ad un momento particolare della mia vita… non lo so. Quello che secondo me è importante e che ogni cosa che facciamo andrebbe fatta con passione, penso che se scattiamo fotografie mettendoci passione questa sarà comunque percepita… Condoglianze.

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