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gloster1974 – Filtri fotografici

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I filtri nel campo della fotografia sono da tempo ( dalla nascita del digitale ) passati in secondo piano semplicemente perché oggi e’ più facile scattare una foto e reinterpretarla davanti ad un PC.

Comodo ma non sempre corretto , alcuni di loro hanno ancora dei vantaggi e possono regalare immagini molto più naturali e affascinanti di quanto si possa fare con un software di fotoritocco.

Con questa piccola giuda la mia intenzione è di spiegare il loro utilizzo , la loro natura e dare qualche indicazione nella loro scelta , nei negozi , nei mercatini e nel web se ne vedono di tutti i tipi colore e ingiustamente non vengono valorizzati come meritano.

La scelta deve sempre ricadere su filtri di qualità e quando possibile evitate i filtri di grande spessore, in alcuni casi possono creare un effetto di vignettatura molto fastidioso ed evidente specialmente nei grand’angolo.

L’utilizzo dei filtri ( tutti ) deve essere limitato il più possibile solo al memento del loro utilizzo ovvero quando scattiamo la foto evitando di lasciarlo come protezione (vedi i filtri UV ) per la lente frontale.

Il motivo è semplice , quando avvitiamo un qualsiasi filtro davanti al nostro obiettivo creiamo un nuovo spazio aria/lente che modificherà ( anche se di poco ) il passaggio della luce attraverso le lenti portando una perdita di qualità dell’immagine.

I filtri dichiarati neutri , da non confondere con i ND che hanno ben altro scopo , sono da evitare , spesso sono consigliati da venditori poco informati o che ne hanno una grande scorta da smaltire e li spacciano per filtri salva lente , si tratta di semplici vetri neutri senza alcuna caratteristica particolare se non quella di degradare la qualità del nostro obiettivo.

I filtri si utilizzano normalmente innestati davanti alla lente frontale con apposito filetto o baionetta , esistono altri sistemi studiati per obiettivi speciali o di dimensioni troppo importanti per un utilizzo di filtri frontali come ad esempio i supertele.

Questi utilizzano il sistema chiamato Drop-in ovvero un filtro innestato nella parte posteriore dell’obiettivo alla fine dello schema ottico e innestato in apposita feritoia a tenuta di luce.

Su questi sistemi si possono inserire tutti i tipi di filtri che utilizzano la filettatura ma non possono essere accoppiati quindi se ne utilizza uno solo.

Per il sistema Drop-in esistono anche i polarizzatori circolari ( vedi foto )

Esistono anche obiettivi speciali che incorporano dei filtri colorati , vedi il FD 7.5mm f/5.6 che incorpora ben 4 filtri montati su ruota ( skylight , giallo, arancio, rosso ) oppure obiettivi con passo M42 come il Mir 20 che viene fornito con tre filtri di serie speciali da avvitare nella parte posteriore dell’obiettivo.

 

Il sistema Cokin

La Cokin ha un suo sistema di filtri moto diffuso e molto pratico composto da tre elementi , un porta filtro con sagoma quadrata da attaccare alla parte frontale dell’obiettivo , l’anello a vite ( in base al diametro della lente frontale ) e da una lastra.

 

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La lastra non e’ altro che il filtro da utilizzare in base alle nostre esigenze e va detto che con questo sistema vi e’ solo l’imbarazzo della scelta.

Il sistema Cokin a lastra a sua volta si suddivide in quattro tipi:

Serie A per diametri anello fino a 62mm con lastra di 67mm

Serie P per diametri anello fino a 82mm con lastra di 84mm

Serie Z-PRO per diametri anello fino a 96mm con lastra di 100mm

Serie X-PRO per diametri anello fino 118mm con lastra di 130mm

Prendendo spunto da una tabella presente sul sito del produttore riporto gli abbinamenti sistema/tipo

Compatte A

Videocamere A P

Reflex 35mm P Z-PRO X-PRO

Obiettivo grandangolare P Z-PRO X-PRO

Medio formato Z-PRO X-PRO

Grande formato Z-PRO X-PRO

Cineprese P Z-PRO X-PRO

Come si può notare questo sistema trova un suo utilizzo anche su fotocamere compatte.

 

Il sistema LEE

Un altro marchio che ha fatto la storia dei filtri e’ la LEE , utilizza lo stesso sistema della Cokin e i suoi filtri sono di altissimo livello qualitativo così come tutti gli accessori.

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Sistema Kodak Wratten

 

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Questo e’ il primo sistema prodotto in larga scala dalla EKC ( Estman Kodak Company ) nel 1912 dopo aver acquistato le industrie Wratten il cui fondatore ha dato il nome al sistema di filtri.

Anche in questo caso si tratta di un sistema composto da tre elementi ( anello adattatore , telaio e filtro ) a cui in più si può aggiungere anche un paraluce modulare.

Anche la Canon a suo tempo ideò una soluzione per l’utilizzo dei filtri in gelatina , ma gli alti costi e la difficoltosa diffusione in un ambiente già marcato Kodak stabilì il suo flop.

La staffa tutt’oggi si trova in vendita nuova chiamata Gelatin Filter Holder III e và abbinata ai vari anelli di diametro differente.

Il problema non trascurabile su questo sistema e’ il paraluce, in effetti quello originale non si può montare quindi Canon per questo supporto ha ideato dei paraluce modulari.

 

 

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Stesso sistema utilizzato da tutti i produttori di questo sistema a lastre o gelatine.

 

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