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gloster1974

gloster1974 – Caccia Fotografica

RIPARI E MIMETISMO

Questo e’ il dettaglio piu’ importante per poter ottenere ottimi risultati e per avvicinare i soggetti a tal punto da riempire il fotogramma.
L’abbigliamento rigorosamente mimetico stile militare non necessariamente utilizzando i tessuti che riproducono il fogliame ma anche semplicemente indossando indumenti verdi opachi o marroni.

Lo scopo e’ quello di confondersi con l’ambiente circostante e spesso accade che nonostante l’abbigliamento effetto militare ci troviamo in netto contrasto con la flora e otteniamo l’effetto opposto a quello cercato. Durante il periodo estivo servono colori abbastanza vivi e misti come il verde , in marrone , e parte di nero.

Nel periodo invernale e’ meglio preferire colori grigi con chiazze anche bianche , dare maggiore spazio al marrone che si confonde con gli arbusti secchi e gli alberi spogli.
In ogni caso basta sfogliare un qualsiasi catalogo sull’abbigliamento da caccia per rendersi condo delle varieta’ di mimetiche disponibili per svariati ambienti.

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Puo’ tornare utile anche l’utilizzo di un passamontagna per completamento del mimetismo ed evitare di essere scovati dai soggetti piu’ attenti , ricordate che anche il bianco degli occhi e’ ben visibile e messo in risalto una volta mimetizzati completamente!!!!

I metodi di mimetizzazione sono svariati , basta un po’ di fantasia e un occhio di riguardo per l’ambiente circostante che non dovra’ mai differenziare troppo dal metodo scelto.

In un ambiente molto aperto con solo qualche cespuglio basso o con erba alta e pochi alberi e’ preferibile stendersi a terra coperti da un telo , oppure per rimanere piu’ comodi anche nei movimenti serve uno sgabello stile reporter sportivo ( non con colori fosforescenti possibilmente ) , un telo effetto foglia di copertura , un monopiede o cavalletto ( da preferire quest’ultimo per sessioni lunghe ) e tanta ma tanta pazienza.
La posizione da scegliere in quest’ultimo caso e’ sempre a ridosso di un cespuglio , una sponda o un albero a fronde basse.

Se ci troviamo in un ambiente dove vi sono parecchi alberi anche ad alto fusto o cespugli molto imponenti possiamo utilizzare anche delle parate o capanni mobili.

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Si possono trovare sia in commercio che semplicemente costruire in loco con rami e un telo effetto foglie con ottimi risultati , nel mio caso la scelta e’ caduta su un capanno specifico per caccia venatoria di appostamento che mi ha permesso di scattare immagini davvero fantastiche anche quasi a filo d’acqua come in questa immagine.

Il capanno in questione e’ questo.

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ACCESSORI

La parte che riguarda gli accessori da utilizzare per la caccia fotografica e’ davvero vasta e soggettiva , ovvero ogni uno di noi ha delle esigenze differenti e certi accessori possono essere utili per alcuni e solo d’impiccio per altri pertanto tratto solo gli indispensabili.

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Il cavalletto e’ l’oggetto piu’ importante nella famiglia accessori per la caccia fotografica.
Ne esistono di tante marche , in alluminio o in carbonio , con varie misure a tutta apertura e allo stesso modo in chiusura e non da meno di svariati prezzi che vanno dai 50 euro ai 1000 e passa euro.

Prima di tutto la domanda da porsi e’ una ; che cosa devono portare?????
Una 30D e un 300mm f4 ha delle dimensioni e pesi ben diversi rispetto ad una 1DmkIII con un 500mm e da questo punto si deve fare una scelta.

Non sto a fare tutti i confronti tra una marca e l’altra tra un obiettivo piuttosto che quell’altro altrimenti questa mia diventa illeggibile , caotica e noiosa.
Parlo delle mie scelte , una 40D con battery grip , quasi sempre in abbinamento o l’extender 1,4X o il 2X e il 300mm f2,8 che pesa circa 2.550 grammi , quindi parliamo di circa 4.200 grammi.
La mia scelta e’ caduta su un Manfrotto Magfiber Cxpro3 in fibra di carbonio a tre sezioni con abbinata una testa a sfera ( la piu’ adatta per l’utilizzo ) Manfrotto 486 cr2.

 

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In apparenza il tutto sembra leggero ma vi posso garantire che la stabilita’ e’ garantita e proprio per la leggerezza e la compattezza da chiuso che ho scelto questo abbinamento.

Il cavalletto non a caso a tre sezioni per maggiore stabilita’ nonostante la versione a quattro risulta ancora piu’ corto da chiuso ma e’ un dato a questo punto trascurabile a scapito di una maggiore sicurezza per la mia attrezzatura.
L’utilizzo per assurdo che ne faccio e’ anche come monopiede lasciando le tre gambe chiuse e allungando solo due di esse sino all’altezza scelta , anche questo e’ un sistema collaudato e molto valido.

Spendendo meno si puo’ comperare sempre un Manfrotto 055 xprob , molto robusto e stabile per quasi la meta’ del costo di quello in carbonio.
Un mio consiglio e’ quello di non speculare sulla scelta del cavalletto , meglio fare una spesa ben fatta una sola volta piuttosto che rischiare l’incolumita’ della vostra attrezzatura e ritrovarsi poi a dover ricomprare un altro cavalletto con caratteristiche migliori , facendo due conti alla fine si spende sempre di piu’ in questo modo.

La testa a sfera e’ stata una scelta dettata dalla rapidita’ dei movimenti , fattore indispensabile durante un inseguimento del soggetto o magari di un volo.
Per i supertele come il 400 f2,8 , il 500mm il 600mm e oltre , esistono delle teste studiate apposta per sostenere sia il peso sia per gestirne il movimento rendendolo fluido e leggerissimo , banale dire che costano una pazzia come del resto la scelta del cavalletto deve ricadere su modelli molto piu’ robusti e pertanto piu’ costosi ( ma a questo punto con oltre 7000 euro di attrezzatura questa spesa risulta d’obbligo )

Altro accessorio molto utile e’ il monopiede , specialmente se utilizzate un capanno mobile come nel mio caso con vista su tre lati e quindi lo spostamento del treppiede risulterebbe impegnativo e sopratutto rischioso in quanto e’ facile fare del rumore e spaventare i soggetti vicini.
Per questo io ho sempre con me la 40D con il 300 sul treppiede e la 30D con il 100-400 per le foto ravvicinate per gli spostamenti rapidi sulle altre finestre.

Per quanto riguarda il monopiede non serve assolutamente un oggetto in fibra di carbonio , anche quelli in alluminio da 40 euro sono perfetti , a questo prezzo si trovano sia dei Manfrotto che dei Benro.

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Finisco qua questa mia breve guida basata solo ed esclusivamente sulle mie esperienze e pertanto priva di ogni minimo legame a marchi se non a quello della Canon per cui ho perso letteralmente la testa 12 anni fa.

Un marchio che con la sua atrezzatura mi ha permesso di crescere senza mai impormi dei limiti se non solo quelli legati alla mia fantasia.
Una nota importante che tengo precisare e che vorrei che tutti noi ricordassimo sempre quando ci troviamo in queste aree protette dove il selvaggio si respira ancora nell’aria , e’ che noi siamo ospiti e che con educazione senza lasciare traccia di noi dobbiamo preservare questo dono che madre natura ci regala ;
la vita alo stato puro

A questo punto io chiuderei qua il discorso anche perche’ lascio a voi il compito piu’ bello , quello di provare sulla vostra pelle l’emozione di trovarsi di fronte alla Natura e di sentiri veramente in pace con se stessi . . . . . . . .

Buoni scatti a tutti

gloster1974

( Roberto Gazzetti )

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